Immaginate di passeggiare in un cimitero e di imbattervi in cinque loculi, tutti con lo stesso cognome e la stessa data di morte: 11 agosto 1974. Probabilmente vi fermereste anche voi a chiedervi che cosa sia successo a quelle persone, proprio come è capitato a Onofrio “Onny” Allegretti durante una visita al cimitero di Bari.
Da quella curiosità iniziale è nata un’indagine durata circa un anno e mezzo e che, in seguito, ha dato vita a L’Ultima Granita, una miniserie podcast in sette episodi scritta da Onny insieme a Gaia Lavarra.
Il podcast è il primo capitolo di Cronache Sepolte, un progetto indipendente dedicato a storie poco conosciute, dimenticate o rimaste nascoste tra vecchi documenti e ricordi di chi le ha vissute. Una produzione che merita attenzione non soltanto per la vicenda raccontata, ma anche per l’idea che ha dato origine al lavoro e per il modo in cui cerca di restituire un volto e una voce alle persone coinvolte.
La tragedia della famiglia Pontrelli dell’11 agosto 1974
La sera dell’11 agosto 1974, la famiglia Pontrelli lascia Bari a bordo di una Fiat 127 verde, diretta a Padova per un pellegrinaggio alla Basilica di Sant’Antonio. Alla guida c’è Vito Pontrelli, impiegato della SIP, accompagnato dalla moglie Katia Brattoli, dai figli Isa e Beppe, rispettivamente di sette e quattro anni, e dal padre Giuseppe.
Il viaggio, però, si interrompe tragicamente lungo l’ex strada statale 98, oggi provinciale 231, tra Andria e Canosa. Un pullman proveniente dalla direzione opposta, con a bordo persone che stavano tornando da una gita ai laghi di Monticchio, invade la corsia percorsa dalla Fiat, provocando uno scontro violentissimo.
Nessuno dei cinque occupanti dell’automobile sopravvive. Anche sul pullman c’è una vittima: Giuseppe Porcaro, un ferroviere in pensione di 75 anni. I feriti sono 32. La tragedia finisce sulle pagine dei giornali locali e nazionali, ma con il passare degli anni viene progressivamente dimenticata. Restano le fotografie dei mezzi distrutti, gli articoli dell’epoca e soprattutto il dolore dei familiari e dei sopravvissuti.
Cronache Sepolte: un’indagine tra archivi, documenti e testimonianze
Il lavoro di Onny e Gaia, come abbiamo visto, parte praticamente da zero: cinque nomi, una data e pochissimi indizi. Da quel momento comincia una ricerca che li porta a consultare vecchi giornali, biblioteche, registri comunali e cimiteriali, oltre a effettuare sopralluoghi e cercare persone che potrebbero avere avuto informazioni sull’incidente.
Già nel giugno 2024 lo stesso Onny aveva lanciato un appello attraverso alcune testate locali, tra cui AndriaViva, per rintracciare eventuali testimoni e reperire ulteriore documentazione. Tra le difficoltà incontrate c’era anche quella di ricostruire gli sviluppi giudiziari della vicenda. Le ricerche, comunque, hanno consentito agli autori di entrare in contatto con persone che conservano ricordi diretti di quella giornata, comprese due donne che all’epoca erano bambine e si trovavano sul pullman coinvolto nell’incidente (e che potrete scoprire ascoltando il podcast).
Come viene raccontata la storia nei sette episodi
L’Ultima Granita non racconta subito tutto quello che accadde sulla statale 98, ma segue un percorso che parte dalla scoperta dei loculi e accompagna l’ascoltatore attraverso le diverse fasi della ricerca.
Nel corso delle puntate, Onny e Gaia ricostruiscono gradualmente la vicenda, alternando documenti d’archivio, testimonianze e ricordi delle persone legate al caso. Non voglio anticiparvi troppo, perché credo che parte del fascino di questo podcast stia proprio nello scoprire, insieme agli autori, come una semplice curiosità sia diventata una vera e propria indagine.
La ricerca stessa diventa parte del racconto, in particolare il percorso seguito dagli autori per arrivare ai documenti e alle testimonianze. La durata contenuta degli episodi, compresa tra circa 6 e 23 minuti, rende l’ascolto piuttosto accessibile ma comunque coinvolgente. E soprattutto permette di concentrarsi su un aspetto alla volta, senza dover accumulare continuamente nomi, date e informazioni.
Perché vale la pena ascoltare L’Ultima Granita
Ciò che distingue questa produzione da tanti altri podcast dedicati a storie vere è la scelta di partire da una vicenda che non ha bisogno di essere presentata come un mistero irrisolto o un caso di cronaca particolarmente clamoroso.
Non ci sono assassini da individuare, complotti da ricostruire o rivelazioni sensazionali da promettere. C’è un incidente, una storia dimenticata e cristallizzata tra alcuni loculi di un cimitero e una serie di domande scaturite dalla curiosità di sapere che cosa legava quelle persone andate via così in fretta.
Chi erano i Pontrelli? Come vivevano? Che cosa ricordano di loro i parenti e gli amici? E perché una tragedia che aveva occupato anche le pagine dei giornali nazionali è diventata, con il passare del tempo, una storia praticamente sconosciuta ai più?
La serie prova a rispondere attraverso le testimonianze, i materiali recuperati e la ricostruzione di piccoli episodi di vita quotidiana. Anche il titolo, come scoprirete, richiama proprio uno di questi ricordi familiari.
Il podcast in questi mesi ha raccolto diversi apprezzamenti: in una recensione pubblicata su Libertà, Claudia Labati sottolinea in particolare la qualità della scrittura e del sound design, oltre all’uso della voce narrante, con la sua inflessione pugliese, che contribuisce a dare un’identità precisa al racconto. È interessante anche l’alternanza tra i momenti più intensi e quelli di maggiore leggerezza, senza che la storia debba necessariamente trasformarsi in un racconto cupo o sensazionalistico.
Anche Pablo Trincia, uno degli autori più conosciuti nel panorama dei podcast narrativi italiani ha apprezzato pubblicamente il lavoro di Onny e Gaia. Durante una puntata di Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli, il giornalista ha parlato de L’Ultima Granita con particolare entusiasmo, sottolineando come sia relativamente facile trovare una storia da raccontare partendo da un avvenimento già famoso o particolarmente drammatico, mentre è molto più difficile riconoscere una storia interessante in qualcosa che apparentemente non ha nulla di eccezionale rispetto agli eventi quotidiani di tutti noi.
«Le storie sono ovunque. Il problema è avere lo sguardo», ha affermato Pablo nell’intervista: credo che questa frase riassuma molto bene ciò che rende interessante il podcast, indipendentemente dalle dimensioni della produzione.
Qui potete vedere l’intervento di Pablo Trincia.
▶ Ascolta il trailer
Altri contenuti per approfondire la vicenda della famiglia Pontrelli
- 🎧 Non spegnere la luce – La tragedia dimenticata di Andria: una puntata del podcast di Michele D’Innella e Giacomo Giaquinto, con ospiti Onny Allegretti e Gaia Lavarra, dove i due creatori de L’Ultima Granita approfondiscono la vicenda e il lavoro di ricerca dietro alla miniserie.
- 📰 L’intervista a Onofrio Allegretti sul Corriere del Mezzogiorno: un articolo di Rosanna Scardi del 2024 che ricostruisce la tragedia e racconta le prime fasi dell’indagine.

