Game Over: lo speciale sui campi di rieducazione per gamer del podcast di GameHer

Game Over: lo speciale sui campi di rieducazione per gamer sul podcast di GameHer

Da circa un anno c’è un podcast italiano che prova a raccontare il lato più oscuro della cultura videoludica, unendo true crime, psicologia e community online. Si chiama Game Over – Il lato oscuro dei videogiochi ed è ideato e condotto da Martina Mazzei, in arte GameHer.

Il progetto fa parte dell’Hypercast Network e affronta crimini e vicende realmente accadute legate, in modi diversi, ai videogiochi e agli ambienti digitali. L’idea del podcast è solitamente partire da questi casi per parlare anche di disagio, isolamento, dinamiche sociali e psicologiche e rapporto con la tecnologia.

Per festeggiare il primo anno di attività è stato pubblicato un episodio speciale, intitolato “La cura che uccide — il livello dei campi di rieducazione per gamer”.

Questa volta non viene approfondito un caso di cronaca “classico”, ma si parla di un fenomeno più ampio: quello dei centri utilizzati per trattare la dipendenza da Internet e videogiochi, particolarmente diffusi in alcuni Paesi asiatici.

GameHer accende i riflettori su queste strutture, nate con l’obiettivo dichiarato di allontanare ragazzi e adolescenti da un utilizzo problematico della tecnologia, ma finite in più occasioni al centro di controversie per i loro metodi coercitivi, l’isolamento, la disciplina estremamente rigida e gli abusi.

È anche un argomento particolarmente coerente con la posizione di Game Over, difesa fin dalla sua nascita: evitare il binomio crimini/videogame, secondo cui davanti a un fatto di cronaca sia sufficiente trovare una console, un videogioco o una community online per avere già individuato la causa di tutto.

🎧 Ascolta Game Over – Il lato oscuro dei videogiochi

Ideato e condotto da GameHer (Martina Mazzei), fa parte di Hypercast Network ed è disponibile su Spotify e sulle principali piattaforme podcast. Gli episodi intrecciano cronaca nera, cultura digitale e psicologia partendo da casi nei quali videogiochi e community hanno un legame con storia raccontata.

Game Over punta  invece ad approfondire, a non soffermarsi solo sulle apparenze, partendo proprio dal videogioco ma allargando poi il discorso, ricostruendo il contesto nel quale sono maturati i fatti e soffermandosi anche sulle dinamiche psicologiche e sociali che li accompagnano.

Insomma, a mio avviso è un contenuto che merita un ascolto, anche se non siete appassionati di gaming, il true crime vi intriga e volete scoprire questo affascinante mondo, con un taglio diverso dal solito.

Nelle puntate del podcast troverete storie molto diverse tra loro, collegate a giochi estremamente popolari come Fortnite, Roblox, Call of Duty, Mortal Kombat, League of Legends e Counter-Strike. Come già detto prima, però, il videogioco non è altro che il punto di partenza per capire ciò che avviene fuori dallo schermo.

Una nicchia piuttosto interessante all’interno del già affollatissimo mondo del true crime italiano e, proprio per questo, un progetto degno di nota. Se volete approfondire ancora, vi rimando anche al canale YouTube di GameHer, dove troverete anche alcuni episodi del podcast in formato video, oltre ad altri contenuti pensati per la piattaforma.

 

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