A cinquant’anni dal terremoto del Friuli del 1976, un podcast torna nei luoghi colpiti dal sisma per raccontare non soltanto cosa accadde, ma anche ciò che accadde durante la ricostruzione.
La serie si chiama chiama “9000 pietre: il terremoto del Friuli 50 anni dopo”, sei episodi prodotti da Il Bo Live – Università di Padova. È scritta e raccontata dai giornalisti Sara Urbani e Marco Boscolo.

Dal terremoto alla ricostruzione del Friuli
Il racconto parte dalla sera del 6 maggio 1976, quando una violenta scossa di magnitudo 6.5 colpì il Friuli provocando quasi mille vittime, centomila sfollati e danni gravissimi in numerosi comuni, tra cui Gemona, Osoppo e Venzone.
I sei episodi ricostruiscono anche tutto ciò che avvenne in seguito, dando spazio a testimonianze dirette, giornalisti, sismologi, ricercatori ed esperti: la vita nelle tendopoli, le nuove scosse di settembre, la ricostruzione, il cosiddetto “modello Friuli”, il ruolo dell’informazione, la psicologia dell’emergenza e le trasformazioni che quella terribile esperienza ha lasciato in eredità al Paese, come ad esempio una maggiore attenzione alla prevenzione sismica e lo sviluppo di un sistema più organizzato di gestione delle emergenze, che contribuì negli anni successivi alla nascita della moderna Protezione Civile.
Perché si chiama “9000 pietre”
Il titolo richiama uno dei simboli più conosciuti della ricostruzione friulana: il Duomo di Venzone, gravemente distrutto dalle scosse.
Circa novemila pietre dell’edificio furono recuperate, catalogate e ricollocate nella posizione originaria attraverso la tecnica dell’anastilosi, in un complesso lavoro di ricostruzione durato quasi vent’anni.
Una storia che, proprio nel podcast, rappresenta la metafora della ricostruzione del territorio e delle comunità colpite.

