CS: “Italia 90 – Il rock alternativo”, nuovo podcast RaiPlay Sound sulle band alternative italiane

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Last Updated: Giugno 4, 2024By

Come appassionato di musica, non potevo ignorare questa nuova produzione RaiPlay Original, che verrà rilasciata proprio oggi sulla nota piattaforma e che racconta la scena rock alternativa degli anni ’90 in Italia. Chi ha vissuto quegli anni come il sottoscritto, ricorderà le tantissime band che costellavano il palinsesto dei canali di videoclip, le classifiche e i festival in tutta la Penisola.

Un’ondata di rock, indie, elettro-pop, cantautorato che ha fatto la storia della musica del nostro Paese e che ha contrassegnato indelebilmente quell’ormai lontano decennio, in particolare dopo la morte di Kurt Cobain. In realtà si è trattato di un movimento molto più sfaccettato, in cui trovavano spazio anche altri generi apparentemente lontani dal rock, ad esempio l’hip hop, la musica leggera d’autore e le band fortemente influenzate dalla cultura regionale di provenienza, anche a livello sonoro e compositivo.  Ecco il comunicato ufficiale che annuncia l’uscita di “Italia 90 – Il rock alternativo”.

“Italia 90 – Il rock alternativo”: disponibile dal 19 giugno il podcast Original RaiPlay Sound

Disponibile dal 19 giugno su RaiPlay Sound “Italia 90 – Il rock alternativo”. Nella serie di podcast, ognuno dedicato a un “Live in Rai” e a una selezione di interviste, vengono raccontati i principali gruppi della scena ‘rock alternative’ italiana fiorita negli anni ‘90. A ciascuno di loro è dedicato un episodio: Marlene Kuntz, Afterhours, Subsonica, Prozac+, Verdena. Selezione ed editing a cura di Edoardo De Falchi.

È stata la stagione d’oro dell’indie-rock italiano, dalla saga dei CSI e di band nate dalla loro galassia alla fioritura di una scena noise, punk-rock, i cui nomi di punta sono Marlene Kuntz, Afterhours, Prozac+, Verdena. Ma sono anche gli anni dell’elettro-pop di Subsonica e Bluvertigo, della Napoli dub degli Almamegretta, del cantautorato rock di Carmen Consoli, Cristina Donà, La Crus, del nuovo folk di Üstmamò, Yo Yo Mundi, Avion Travel, Mau Mau, Tetes de bois, dell’hip-hop di 99 Posse, Assalti Frontali, Frankie Hi-Nrg, oltre che di tante formazioni che mescolano in modi diversi rock e canzone italiana (Disciplinatha, Wolfango, Scisma, Massimo Volume, Ritmo Tribale, Santo Niente, Timoria, Elettrojoyce, Il Teatro degli Orrori, I Tre Allegri Ragazzi Morti).

La scena musicale alternativa italiana degli anni ‘90 ha prodotto in realtà una moltitudine di gruppi e progetti, molto al di là dei pochi nomi citati, la maggior parte dei quali hanno avuto seguito soprattutto negli anni 2000, con una proliferazione di festival indipendenti, suonando nei centri sociali, autoproducendo dischi e cd, formando nuove etichette, pubblicando fanzine e riviste. Tutto questo fermento, ricco di generi e sottogeneri, di clan e tribù, rappresenta un fenomeno complesso, diffuso e articolato. Sono per molti versi ancora le sottoculture degli anni ’70 e ‘80, che si rinnovano e si moltiplicano. Ma non è più possibile ignorarle.

 

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