Come vi avevo già scritto su un precedente articolo dedicato alle app per ascoltare podcast su Android, salto spesso da un Pixel a un iPhone, sia per curiosità/passione verso la tecnologia, sia per lavoro. Ascoltare contenuti audio su iPhone o iPad è ormai parte della mia quotidianità e, ne sono certo, anche per tantissimi di voi che leggete.
Apple Podcasts è senza dubbio la scelta più naturale per chi utilizza un dispositivo di casa Apple, ma non è una scelta ovvia. Anche su questa piattaforma, infatti, abbiamo tante soluzioni a disposizione e ogni app ha proprie caratteristiche, pregi e difetti: scegliere quella giusta può rendere migliore l’esperienza d’ascolto.
Di seguito troverete una selezione delle 10 migliori app per ascoltare podcast su iPhone e iPad, ordinate partendo dall’app di default e passando in rassegna le altre. Ne ho utilizzate parecchie e, anzi, tuttora ne ho installate più di una. Vediamole subito!
Apple Podcasts

Apple Podcasts, come già accennato, è l’app predefinita su iPhone e iPad, quindi la conosciamo tutti: è gratis ed è perfettamente integrata in iOS (anche se alcuni creators offrono dei contenuti esclusivi in abbonamento). Negli ultimi anni Apple ha aggiunto un bel po’ di funzioni smart (ricerca con suggerimenti in tempo reale, filtri, trascrizioni interattive degli episodi, integrazione con Siri, Apple Watch e CarPlay) per migliorare l’esperienza di ascolto degli utenti.
Tra le novità più interessanti ci sono anche la funzione Migliora dialoghi, che rende più chiare le voci riducendo i rumori di sottofondo, una gestione più personalizzabile della velocità di riproduzione e i capitoli per spostarsi facilmente tra gli argomenti di una puntata. Apple sta investendo inoltre sui video podcast, permettendo di passare dall’ascolto alla visione dei contenuti che supportano questo formato.
Si sincronizza perfettamente tra i dispositivi Apple e invia notifiche per le nuove puntate ad ogni arrivo dei propri show preferiti (ovviamente è possibile personalizzare questa funzione). Ha un’interfaccia semplice ed è comodissima per chi ascolta podcast solo ed esclusivamente da iPhone, iPad e/o Mac.
Non la uso come app predefinita perché la trovo un po’ troppo confusionaria nell’interfaccia rispetto alla concorrenza, ma è comunque un’ottima soluzione per i fan della mela, che non hanno bisogno di passare ad altre piattaforme.
Spotify

Dopo essere diventata un punto di riferimento per il mercato dello streaming musicale, Spotify è divenuta ben presto una delle app più utilizzate per i podcast, anche grazie all’arrivo di diversi contenuti “original” di successo. L’app è concepita in modo tale che l’utente riesca a scoprire sempre nuovi contenuti, grazie agli algoritmi intelligenti che la governano, e a me questo aspetto non dispiace: mette le novità in evidenza e consiglia podcast simili a quelli che già seguo, permettendomi di trovare sempre delle novità di cui parlare sul sito.
La parte di ascolto podcast è fortunatamente gratis e la libreria è particolarmente ampia. Anche chi utilizza Spotify Premium può però incontrare pubblicità all’interno dei podcast, quindi non bisogna confondere l’ascolto musicale senza interruzioni pubblicitarie con quello dei contenuti parlati. C’è da dire che, passando all’aspetto più tecnico, non offre funzioni avanzate di gestione podcast come altre app dedicate (per esempio non ci sono filtri personalizzati come in Pocket Casts) e tende a “mescolare” musica e podcast senza una chiara separazione.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la presenza sempre maggiore di video podcast, che si possono guardare direttamente nell’app, alternando audio e video a seconda delle proprie preferenze.
In generale però è comodissimo avere una soluzione “all in one”: se siete già nel mondo Spotify, vi permette di avere sia musica che podcast senza dover per forza switchare tra vari servizi. Consigliata, anche in associazione con altre app.
Pocket Casts

Pocket Casts è una delle app più apprezzate per gli appassionati di podcast: io stesso la amo per l’interfaccia, la solidità e la semplicità di utilizzo, anche se si hanno tantissime iscrizioni. Ma soprattutto, è una delle alternative multipiattaforma più valide in assoluto: potete utilizzarla su Android, iOS, macOS, Windows (sfruttando il browser o l’app desktop) e la sincronizzazione funziona alla perfezione.
Le personalizzazioni e le funzionalità sono numerose: velocità da 0,5x a 3x, cancellazione delle pause, possibilità di customizzare gli skip intro/outro, di equalizzare i volumi delle puntate basse e di creare playlist personalizzate o intelligenti attraverso i filtri. È possibile inoltre organizzare i podcast in cartelle, una funzione particolarmente utile quando si seguono tanti show diversi, ma riservata agli abbonati Plus e Patron.
Tra le funzionalità più interessanti introdotte negli ultimi anni ci sono anche le trascrizioni degli episodi, che permettono di leggere il testo e spostarsi rapidamente nei punti che interessano. Quelle fornite direttamente dagli autori sono disponibili gratuitamente, mentre le trascrizioni generate automaticamente da Pocket Casts, per i podcast supportati, richiedono un abbonamento Plus o Patron. Nel 2026 è arrivata anche l’evidenziazione del testo durante la riproduzione per le trascrizioni generate dall’app.
La versione gratuita è già molto completa, mentre il piano Plus aggiunge alcune funzioni avanzate. Al momento il prezzo indicato sull’App Store italiano è di 3,99€ al mese o 44,99€ all’anno.
Insomma, Pocket Casts è un’app da vero “power user”: comoda, stabile, con una UI molto fluida e piacevole da utilizzare.
Overcast

Overcast è un’altra app amatissima su iOS, realizzata da uno sviluppatore indipendente. Ha un’interfaccia molto pulita e alcune funzioni audio top: cito ad esempio Smart Speed (che accelera i dialoghi tagliando le pause senza alterare la voce) e Voice Boost (equalizza i livelli sonori, amplificando i dialoghi più bassi), features che fanno la differenza quando si ascolta tanto durante il giorno.
Negli ultimi anni l’app è stata ridisegnata e ha ricevuto diversi aggiornamenti, non tutti accolti allo stesso modo dagli utenti, ma in generale è molto intuitiva e completa: mi piace soprattutto la possibilità di impostare delle playlist smart, attraverso cui ordinare gli episodi da ascoltare quando non ho voglia di selezionarli manualmente.
Nel 2026 sono arrivate anche le trascrizioni e ulteriori miglioramenti alla riproduzione, tra cui nuove velocità di ascolto fino a 5x e aggiornamenti alle funzioni audio su Apple Watch.
Anche Overcast supporta Apple Watch e CarPlay, quindi si può usare dappertutto, in casa, in auto o facendo sport. È gratis con pubblicità non particolarmente invasive oppure con un abbonamento Premium per eliminarle e ottenere alcune funzioni aggiuntive. Un punto debole per me che sono “multipiattaforma”: è disponibile solo per i dispositivi Apple (ma se siete iOS, non è un problema). Nel complesso, Overcast è super consigliata.
Castro

Castro è una delle app più curate dell’ecosistema iOS per chi segue molti podcast e vuole tenere tutto sotto controllo senza ritrovarsi la libreria piena di episodi non richiesti. Il punto centrale dell’app è la “Queue”, una coda ordinabile in cui finiscono solo gli episodi che l’utente decide effettivamente di ascoltare. I nuovi arrivi vengono raccolti nella sezione “New”, così è possibile scorrere le puntate appena pubblicate, leggere le descrizioni e scegliere rapidamente cosa aggiungere alla coda e cosa scartare.
Sul fronte della riproduzione, Castro offre strumenti avanzati come la rimozione automatica dei silenzi, il miglioramento delle voci e la regolazione della velocità, oltre al supporto dei capitoli con copertine dedicate. Gli episodi presenti in coda possono essere scaricati offline in automatico, rendendo il processo più fluido.
L’app integra CarPlay, Apple Watch e persino iMessage per condividere facilmente le puntate. La versione gratuita permette già di sfruttare la particolare gestione della coda, mentre l’abbonamento Castro Plus sblocca funzioni come il trim del silenzio, il miglioramento delle voci, l’import di file audio e le impostazioni personalizzate per ogni singolo podcast. Tra le novità degli ultimi tempi ci sono anche il supporto nativo per iPad, la sincronizzazione tra dispositivi e le statistiche di ascolto. La sincronizzazione avanzata e alcune delle opzioni di personalizzazione sono riservate agli abbonati Plus.
Come avrete intuito, non la uso attualmente, ma è certamente una delle migliori che possiate avere su iOS.
Castbox

Castbox è una delle app multipiattaforma più diffuse per l’ascolto di podcast, non a caso l’ho inclusa anche tra le migliori su Android. L’ho scoperta anni fa, perché avevo letto che includeva oltre 95 milioni di episodi in decine di lingue. L’app è ricchissima di contenuti e ha funzioni più “social oriented” (come commenti e community).
Permette di sincronizzarsi con più dispositivi, tra cui iPhone e iPad, e supporta anche Apple Watch e CarPlay. La uso quando sono alla ricerca di contenuti più indie o internazionali, magari più difficili da scovare sulle altre app.
L’interfaccia, a onor del vero, è un po’ sovraccarica (tante opzioni e pubblicità, che comunque si possono eliminare con l’upgrade in-app), e ogni tanto questo può dare noia, ma posso dire che la vastità dei titoli presenti può far dimenticare queste pecche.
TuneIn Radio

TuneIn non è “solo podcast”, bensì un aggregatore di radio online, ma negli anni ha integrato anche tantissimi podcast on-demand. La uso spesso perché mi permette di ascoltare oltre 100.000 stazioni radio mondiali (dalla musica allo sport, dal news al talk show), e in più dà accesso diretto a podcast molto noti.
L’interfaccia mi piace perché posso sfogliare radio e podcast nella stessa app, aggiungere in lista quelli preferiti e scaricare offline puntate dei podcast che seguo. Offre anche contenuti premium (musica e notizie senza interruzioni pubblicitarie, oltre ad alcune offerte sportive), ma la base free è già ben fornita.
All’atto pratico lo tengo sempre sotto mano in macchina o quando lavoro, perché se voglio mettermi una radio live o ricercare un podcast preciso, sono sicuro di poterlo trovare lì. Purtroppo non ha funzioni avanzate come playlist personalizzate o tracciamento dettagliato del mio backlog (è più un “ascoltare al volo” che “gestire la libreria”). La consiglio se siete appassionati di radio (qui troverete stazioni da tutto il mondo) e podcast su un’unica app.
PS: c’è anche su Android, se ve lo state chiedendo.
Spreaker

Non potevo dimenticare Spreaker, nemmeno come applicazione per podcast su iOS: oltre a titoli più noti, è ricca di contenuti indipendenti e amatoriali, molti davvero interessanti e degni di ascolto. Come avevo già evidenziato nell’articolo per Android, Spreaker è rivolta sia agli ascoltatori che ai creators stessi: permette di commentare gli episodi, interagire con gli host, condividere i contenuti e, nelle versioni più recenti, anche di creare podcast direttamente dall’app.
La consiglio spesso ad amici e colleghi, perché reputo sia una delle realtà più interessanti da supportare in questo ambito, grazie allo spazio che offre a tutti quei podcasters che, per un motivo o per un altro, faticano a trovare spazio e visibilità sulle piattaforme più blasonate.
iCatcher

Se cercate un’app per podcast particolarmente completa e ricca di impostazioni, iCatcher è una delle alternative più interessanti disponibili su iPhone e iPad. È un progetto indipendente sviluppato da Joeisanerd.com, presente nell’ecosistema Apple da parecchi anni e ancora aggiornato con nuove funzionalità e correzioni.
Il suo punto di forza è soprattutto la personalizzazione: playlist con filtri avanzati, download automatici, gestione delle code, velocità di riproduzione specifiche per ogni podcast e supporto ai feed RSS privati. È possibile anche importare le proprie iscrizioni da altre app attraverso file OPML, una funzione comodissima se volete cambiare player senza dover ricostruire da zero tutta la libreria.
iCatcher supporta inoltre Apple Watch, CarPlay, iCloud e i Comandi Rapidi di iOS, con diverse opzioni per automatizzare la gestione dei contenuti. L’interfaccia è meno immediata rispetto a quella di Apple Podcasts e potrebbe richiedere un po’ di tempo per essere configurata secondo le proprie esigenze, ma è proprio questa flessibilità a renderla interessante per gli ascoltatori più esigenti.
L‘app costa 5,99€ sull’App Store italiano, con acquisto una tantum anziché un abbonamento. Una soluzione da prendere in considerazione soprattutto se ascoltate molti podcast, amate personalizzare ogni dettaglio e non volete dipendere da un servizio in abbonamento.
Podcast Republic

Chiudiamo questa speciale selezione con Podcast Republic, un’altra app che merita attenzione, soprattutto se cercate qualcosa di molto personalizzabile e disponibile in multipiattaforma (iOS/Android).
È un player ricco di funzioni, tra cui playlist personalizzate, filtri avanzati, download automatici, sincronizzazione tra dispositivi, supporto ai feed RSS e regolazione della velocità di riproduzione. Oltre ai podcast, consente di ascoltare radio online e gestire altre tipologie di contenuti audio, senza dover utilizzare necessariamente applicazioni diverse.
La quantità di impostazioni a disposizione è notevole, forse anche troppa per chi cerca un’applicazione semplice da utilizzare fin dal primo avvio. Podcast Republic piacerà sicuramente a chi vuole organizzare tutto nei minimi dettagli, mentre può risultare un po’ meno intuitiva rispetto ad alternative come Pocket Casts.
L’app è gratuita e le funzionalità principali sono disponibili senza abbonamento. Se la pubblicità presente nell’interfaccia vi dà fastidio, potete eliminarla attraverso un acquisto in-app una tantum, attualmente a 3,99€. È inoltre disponibile in italiano, un vantaggio non da poco rispetto ad altre app della selezione.
Esattamente come con Android, posso affermare senza ombra di dubbio che non può esistere un’app migliore in assoluto: Apple Podcasts vince sicuramente per comodità “di serie” e integrazione, ma chi vuole funzionalità avanzate o che scavalchino i confini dell’ecosistema della Mela ha altre interessanti e altrettanto valide opzioni, come Pocket Casts e Podcast Republic. Chi invece preferisce esplorare o mescolare fonti audio diverse, come radio, musica e podcast, non ha che l’imbarazzo della scelta: Spotify e TuneIn sono tra le soluzioni tutto in uno più comode.
Ricordate, inoltre, che potrete installare anche altre app con contenuti esclusivi, che trovate solo su piattaforme specifiche, come Audible, Storytel e RaiPlay Sound. Avete anche voi un iPhone o un iPad e usate un’app per podcast diversa? Condividete le vostre preferite qui sotto!
Foto di copertina di Eddie Pipocas su Unsplash.

