Passaporto per la Storia torna con Il Domino, la nuova stagione sulla fine del blocco sovietico

Mi arrivano spesso segnalazioni di nuovi podcast, comprese tante produzioni indipendenti che probabilmente sarebbe difficile intercettare nelle classifiche o tra le uscite più pubblicizzate. Proprio per questo mi piace poter dare spazio anche a questi progetti: magari non avranno sempre la cura tecnica delle produzioni più importanti, ma possono comunque offrire ottimi contenuti e idee.

Qualche giorno fa mi ha scritto Fabio Colombi, in arte Fabius Travel, per parlarmi del suo Passaporto per la Storia, un progetto dedicato alla Guerra Fredda arrivato proprio in questi giorni alla seconda stagione.

La prima stagione era interamente dedicata a Berlino e al Muro. La seconda, intitolata Il Domino – Dal Muro di Berlino alla caduta dell’URSS, amplia parecchio lo sguardo e segue il crollo del blocco sovietico tra il 1989 e il 1991.

🎧 Passaporto per la Storia
È un podcast indipendente ideato e condotto da Fabio Colombi, alias Fabius Travel. La seconda stagione, Il Domino, è composta da 11 episodi e attraversa Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Paesi Baltici e Unione Sovietica.

Il Domino e la fine del blocco sovietico

Quando pensiamo alla fine della Guerra Fredda, la prima immagine che ci viene in mente è quasi sempre quella del Muro di Berlino preso d’assalto nel novembre del 1989 (immagini diventate iconiche, stampate nella mente di tanti, compreso il sottoscritto, anche se ero ancora un bambino all’epoca dei fatti).

Il punto di partenza della nuova stagione è molto interessante proprio perché prova ad allargare la prospettiva e a proseguire il percorso fatto precedentemente: Berlino è soltanto uno dei pezzi di una trasformazione che stava coinvolgendo contemporaneamente gran parte dell’Europa orientale.

Gli 11 episodi di Il Domino seguono questo processo Paese dopo Paese, dalla Polonia e dall’Ungheria alla Cecoslovacchia, alla Romania e ai Paesi Baltici, fino ad arrivare alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Fabio non si limita quindi a raccontare in ordine cronologico gli avvenimenti, ma prova a raccontare cosa stava accadendo nei diversi Paesi dell’Europa orientale, collegando spesso le vicende politiche alle persone e soprattutto ai luoghi in cui quella storia si è svolta.

🎧 Ascolta Passaporto per la Storia su Spotify

Come accennato all’inizio, Fabio non nasce come podcaster: lavora nel turismo e il podcast si intreccia anche con la sua attività, attraverso viaggi personalizzati nei luoghi e nelle aree al centro delle storie raccontate. Il podcast è quindi anche un supporto concreto al suo lavoro, senza perdere comunque di vista il valore storico delle vicende, che restano sempre al centro delle puntate.

Va anche detto chiaramente che Passaporto per la Storia è una produzione indipendente e non ha alle spalle gli studi, i fonici e il lavoro di post-produzione delle grandi “companies” che producono contenuti audio. Qualche sbavatura quindi c’è, soprattutto nella gestione dei volumi tra voce e musica e in alcuni passaggi del montaggio.

Al netto di questi aspetti tecnici, però, il contenuto c’è ed è valido. Le puntate sono brevi, ottime per piccoli momenti di ascolto, ma ricche di informazioni; il periodo storico viene raccontato in maniera accessibile e ci sono diversi episodi e dettagli che riescono a far venire voglia di approfondire ciò che si sta ascoltando.

Questi aspetti, a mio modo di vedere, pesano molto di più di una produzione perfettamente patinata, ma con poco da dire.

Se questo tipo di temi vi interessa, date un’occhiata anche alla nostra selezione dei migliori podcast di storia in italiano, dove troverete tanti altri contenuti, alcuni molto diversi tra loro, dai grandi nomi ai progetti più piccoli e indipendenti.

Foto di copertina: SSgt. F. Lee Corkran / DoD / Wikimedia Commons – Public domain

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